Il Bocuse d’Or a Torino celebra la tradizione piemontese e il quinto quarto

Il Bocuse d’Or arriva in Italia. L’ultima tappa prima della Finale di Lione si svolgerà a Torino, l’11 e 12 giugno 2018.

Per la prima volta nella storia delle “Olimpiadi della Gastronomia”, l’evento itinerante Bocuse d’Or Europe si svolgerà in sud Europa. Dopo Norvegia, Svizzera, Belgio, Svezia e Ungheria, è la volta dell’Italia – e in particolare del Piemonte – ospitare la selezione continentale del più prestigioso concorso gastronomico mondiale.

torino bocuse d'or

L’evento

L’11 e il 12 giugno, l’Oval Lingotto di Torino ospiterà l’eccellenza della gastronomia globale. Il 10 giugno accoglierà anche la selezione europea della Coupe du Monde de la Pâtisserie. Torino e il Piemonte, celebri per i vini e il tartufo bianco e uno sconfinato patrimonio culinario, sono infatti il luogo ideale per accogliere i migliori chef europei. Per i talentuosi concorrenti impegnati in questa avventura, l’evento è l’ultimo passo prima di andare a Lione, in Francia, per la Finale che si svolgerà nel gennaio 2019.
I 20 candidati europei daranno il loro meglio per convincere la giuria e le dieci migliori squadre accederanno all’ambita finale.

La tradizione piemontese e il quinto quarto

Nel corso della due giorni, i riflettori saranno puntati su alcuni prodotti tipici della gastronomia piemontese. Poiché il Bocuse d’Or Europa valorizza il Paese e la regione in cui si svolge, i prodotti della gara saranno originari e tipici del Piemonte. Oltre a celebrare queste eccellenze, ogni candidato dovrà fare la differenza aggiungendo nei suoi piatti il tocco personale e la tradizione regionale del proprio paese di origine. Mentre i prodotti per la prova del piatto rimangono segreti per ora, i prodotti per la seconda prova, la pietanza, sono stati rivelati:
– Filetto di manzo di Fassone Piemontese
– Baraggia biellese e riso vercellese di Sant’Andrea
– Animelle di vitello

E proprio la presenza delle animelle di vitello testimonia il rinnovato interesse per le frattaglie. Il cosiddetto quinto quarto è ora di gran moda grazie al lavoro di giovani chef che lo propongono al pubblico nelle loro trattorie contemporanee. Alcuni casi di grande successo sono quelli di Trippa a Milano dove in cucina spadroneggia Diego Rossi (leggi l’intervista), di Santo Palato a Roma, con la giovanissima cuoca Sarah Cicolini (leggi l’intervista), oppure sempre nella Capitale, dei ragazzi di Retrobottega. E sempre in tema di frattaglie, a Torino merita sicuramente una citazione l’ottimo lavoro del ristorante Consorzio.

Cos’è il quinto quarto: la tradizione italiana delle frattaglie

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Animelle di vitello, cosa sono e come cucinarle

Simone Pazzano
Curioso prima di tutto, poi giornalista e blogger. E questa curiosità della vita non poteva che portarmi ad amare i viaggi e il cibo in ogni sua forma. Fotocamera e taccuino alla mano, amo imbattermi in storie nuove da raccontare.

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