Carne, quanta possiamo mangiarne? Risponde Sara Farnetti.

La carne mi piace. In realtà l’ho scoperta tardi, perché da bambina la odiavo. Poi, non so come esattamente, ho imparato ad apprezzarla. Forse è vero che anche i nostri gusti cambiano e si modificano con il passare degli anni. E siccome in questo periodo si parla molto di carne, ho voluto approfittare subito di Sara Farnetti per fare un po’ di chiarezza sull’argomento. Fa bene? Fa male? Quanta se ne può mangiare? I quantitativo è lo stesso anche nei bimbi? Ma si deve preferire la carne bianca o quella rossa?

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Carne: sciogliamo i dubbi con Sara Farnetti

– Carne sì o carne no? Se ne sentono di tutti i colori…

«La carne è una delle più importanti fonti di proteine nobili e non solo. La carne contiene minerali essenziali come il ferro che troviamo sia nella carne rossa sia in quella bianca. Il beneficio che possiamo trarne mangiandola dipende tutto dalla quantità. L’alimentazione è come un vestito su misura, i fabbisogni cambiano da persona a persona: differenze di genere, tra uomo e donna, diversi stili di vita, condizioni patologiche o fisiologiche concomitanti. Ci sono differenze anche interindividuali, cioè la stessa persona avrà un fabbisogno diverso di proteine nobili e minerali in base all’età, oppure durante le diverse fasi del ciclo mestruale, o in base al bioritmo giornaliero, suddivisione pranzo – cena».

– Quindi non esiste una formula, ma tutto deve essere personalizzato, vero?

«Esatto. Pensa all’adolescenza, ad esempio. In quella fase la necessità proteica è più elevata rispetto a quella della quarta età; durante i momenti mestruali del ciclo può essere utile un consumo giornaliero di carne, non necessariamente rossa, per ricostituire la riserva di ferro, specie se la ferritina è già bassa (< 10 mg/100) o in presenza di anemia».

– Ho capito il concetto, ma mi risulta un po’ difficile metterlo in pratica…

«Ti aiuto facendoti un esempio di ciò che io intendo come menu funzionale: un piatto generoso di rucola con succo di limone, ricca di ferro e calcio; una porzione di carne di vitello cotta velocemente in padella con olio extravergine caldo, girata più volte per una cottura più rapida e uniforme, senza bruciature, e a fine cottura cosparsa di zenzero o peperoncino, digestivi e tonici, in aiuto del fegato; un kiwi, frutto ricco di vitamina C che migliora l’assorbimento del ferro».

– Beh, mi sembra un menu molto ragionato, ma che soddisfa anche la gola!

«Ma certo! Il piacere è sacro! Indipendentemente dallo stato di salute, dallo stile di vita che si conduce (vita sportiva o sedentaria) cerchiamo un’alimentazione ideale che non può essere né solo carnivora, né solo vegetariana, ma quella che ottimizza l’equilibrio degli ormoni e delle funzioni del corpo. La soluzione è nell’uso ragionato degli alimenti non in uno schema preconfezionato. Una cosa va detta: la carne impegna l’organismo in una lunga digestione, almeno 3 o 4 ore e produce delle scorie acide che vanno eliminate. Questo significa che un eccessivo consumo di carne può provocare uno stato di tossicità con aumento di azoto ureico e acido urico che devono essere eliminati dal fegato e dal rene».

– Per essere sicuri che la quantità di carne che mangiamo non ci faccia male come possiamo regolarci?

«Per fare una media dei fabbisogni fisici generali di persone in buona salute dobbiamo parlare di un consumo che non superi le  2-3 volte a settimana. Un consumo maggiore necessariamente comporterebbe una riduzione di altri tipi di proteine uova e pesce altrettanto utili ed ad alto valore biologico. E ricorda che non è la carne da sola a “funzionare” per portare il messaggio all’organismo, ma anche il resto: il condimento, contorno, presenza del pane o della frutta.

 

 

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