I dieci giardini che mi emozionano. Gita del 25 aprile

Per me è tradizione. Il 25 aprile si va a fare una gita. Ogni anno scegliamo una meta diversa e torniamo sempre molto soddisfatti, ma sempre in uno dei tanti, meravigliosi, giardini d’Italia. Intanto si passa una bella giornata all’aria aperta e, tempo permettendo, è sempre bello. In più questa gita è anche un’occasione per insegnare alle mie bambine due cose: osservare come cambia la natura e quali infinite forme possano assumere dei fiori o delle foglie ed esercitare l’olfatto. L’ho imparato lavorando per tanti anni nel giornalismo vinicolo: il nostro olfatto è pigrissimo. Non siamo abituati a esercitarlo e ci accontentiamo di riconoscere pochi profumi. In realtà il mondo degli aromi è infinito e me ne sono resa conto io stessa durante i corsi di degustazione. Da quel momento ho deciso che non avrei privato le mie bambine dell’arte del profumo.

Giardini fioriti. I dieci che mi hanno affascinato

E così, durante queste gite, passiamo ore chinate sui fiori cercando di capire cosa evochi quella fragranza. L’esercizio è divertente e ci facciamo anche delle grasse risate perché certe volte le piccole tirano fuori i ricordi più strani! Comunque, torniamo ai nostri giardini fioriti. Oggi vorrei consigliarvi alcuni di quelli che ho visto a oggi!

Castel Trauttmansdorff a Merano (Bolzano)

giardini fioriti

Si distendono lungo un anfiteatro naturale e contano 80 ambienti botanici diversi: dai giardini del sole a quelli acquatici, dal giardino dei sensi, al parco delle ninfee, dal bosco americano, al parco dei tulipani passando per l’angolo delle rose inglesi, quello della lavanda in fiore, la macchia dei girasoli e la cascata dei glicini. Uno spettacolo, tutto l’anno!

Parco del castello di Grazzano Visconti (Piacenza)

giardini fioriti

Ideato alla fine dell’Ottocento è un giardino all’italiana che convive con spazi più romantici come le zone a bosco e i vialetti tra fontane, ponticelli e fossati. I più piccoli si divertiranno molto nella “casetta dei bambini”, voluta dal duca Giuseppe Visconti di Modrone per far giocare le sue figlie. Il parco è ricco di rose e ortensie, ma anche di olmi, noccioli, aceri, ciliegi e meli selvatici. Da non perdere la vista su un gruppo di cedri del Libano davvero affascinante.

Castello di Masino (Torino)

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Si affaccia sulla pianura del Canavese, poco distante da Ivrea. Splendido il castello (anche all’interno) e straordinario il parco Settecentesco. Tra le cose più divertenti da fare ci sono il cercarsi nel labirinto di siepi, percorrere la strada dei 22 giri (22 tornanti per collegare il paese al castello con una pendenza costante) e giocare a nascondino nel giardino dei cipressi.

Oasi Zegna a Trivero (Biella)

Giardini

Voluta da Ermenegildo Zegna, l’oasi è un tripudio di colori tra metà maggio e metà giugno, quando l’intera collina che la occupa fiorisce di rododendri. Qui si pratica anche la “forest bathing”, un’antica pratica giapponese che consiste nel passeggiare e sostare nei boschi per ottenere un effetto rigenerante sull’organismo.

Castello di Roncade (Treviso)

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Gli elementi tipici del castello ci sono tutti: fossato, torri merlate e torrioni circolari. Dire che qui abbia vissuto una principessa, insomma, sarà assolutamente credibile! Il giardino è all’interno delle mura e ha al suo interno quattro alberi monumentali: due magnolie e due cedri del Libano. Appena fuori le mura si distendono i vigneti. E nel castello di può anche dormire in un delizioso b&b!

Centro Botanico Moutan a Vitorchiano (Viterbo)

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Vi piacciono le peonie? Questo giardino vanta la più ricca collezione di peonie arbustive ed erbacee cinesi al mondo. Si tratta di oltre 150 mila piante e 600 diverse varietà. Durante le fioritura, tra aprile e maggio, si assiste a uno spettacolo naturale difficilmente replicabile altrove; i colori spaziano dal bianco totale al porpora. E il profumo è incredibile!

Crespi Bonsai Museum a Parabiago (Milano)

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È il primo museo permanente al mondo di bonsai. La collezione di Luigi Crespi comprende esemplari secolari educati dai più famosi maestri giapponesi: Kato, Kawamoto e Kaneko, solo per citarne alcuni. Il pezzo da non perdere? Un ficus millenario, unico al mondo. Visitare questo museo è fare un tuffo nella cultura giapponese tra oggetti, arredi ed elementi legati alla spiritualità.

Villa della Pergola ad Alassio (Savona)

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Ci sono ben 28 varietà di glicini che fioriscono e regalano un’esplosione di profumi. Il parco fu realizzato dal generale scozzese William Montagu Scott Mc Murdo appassionato della Riviera. Belle anche le tante palme provenienti dai più importanti Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

Parco Bardini a Firenze

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Sono quattro ettari di parco sulla riva sinistra dell’Arno. La bellezza è padrona. Da vedere: il parco agricolo con gli alberi da frutto della tradizione toscana, il tunnel dei glicini, le 60 specie diverse di ortensie, iris e rose, il prato delle camelie e la collezione degli agrumi. E la vista sulla città è strepitosa.

Giardino di San Giuliano a Villasmundo Melilli (Siracusa)

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Io ci sono stata in estate e quindi, in un periodo un po’ troppo caldo, ma in questa stagione il parco della masseria quattrocentesca dovrebbe essere una meraviglia. Trionfano gli agrumi e qui ogni anno se ne raccolgono 15 varietà nel frutteto irrigato in stile arabo. Da non perdere il giardino dei cactus, quello che sposa le rose ai pompelmi e quello aromatico dove si resta storditi dai profumi di lavanda, elicriso, timo e mirto.

 

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