Una minestra detox, ma goduriosa. La mia!

Avete voglia di una minestra depurativa ma gustosa, addirittura sfiziosa, oserei dire? Non credete sia possibile? Accetto la sfida e vi dimostrerò che si può! E come!

Dunque, elenco di ciò che amo cucinare in primavera potrebbe essere infinito. Ma tra i tanti ingredienti che questa fortunata stagione ci regala ci sono le erbe aromatiche. Il primo maggio le ho piantate con l’aiuto di tutta la famiglia e non vedo l’ora che crescano forti e rigogliose, capaci di regalarmi, fino alla fine dell’estate i loro profumi e i loro benefici! Io poi prediligo quelle fresche. Le erbe aromatiche secche prima di tutto mi mettono tristezza e, in secondo luogo, non hanno lo stesso sapore di una fogliolina appena raccolta.

Dove le uso? Ovunque! Nell’insalata, su una bistecca appena scottata alla griglia, nell’arrosto, per condire e dare carattere a un semplice piatto di spaghetti all’olio. E poi ci sono anche alcune ricette, come quella della mia minestra, che preparo in primavera e in estate che hanno proprio le erbe aromatiche come protagoniste.

Questa minestra ha un nome strano

Si chiama “mangiarino”. O meglio, lo chiama così Franca, la mia amica calabrese che più calabrese di lei non c’è nessuno. Ai fornelli è una regina. Riesce a trasformare in qualcosa di indimenticabile anche un piatto di spinaci. Comunque, lasciando perdere le abilità culinarie di Franca, veniamo alla ricetta che, ovviamente, mi ha insegnato lei. Essendo una golosa di natura, ha poi bisogno ciclicamente di disintossicarsi un po’. E quando entra nei periodi “rigidi”, chiamiamoli così, non sopporta dover mangiare cose che danno poca soddisfazione. Così, ripescando dalla sua tradizione famigliare, mi ha insegnato a preparare questo “mangiarino” che ha chiamato così proprio perché è leggero, dietetico, ma sfizioso! Come piace a me, insomma.

Di cosa si tratta? Di una specie di minestra. Alt! Non fate smorfie. Provatela e vedrete!

minestraDunque, bisogna riempire a metà di acqua una pentola. Io di solito, uso quella cper la pasta. Aggiungete 2 cipolle rosse di Tropea sbucciate, intere e mettete sul fuoco basso. Lasciate andare per una decina di minuti. Sbucciate e pelate 5 patate. Tagliatele a cubetti e aggiungeteli nella pentola durante la cottura. Quando vedrete i primi segni del bollore, aggiungete una bella manciata (circa 400 grammi) di fagiolini. Lasciate cuocere sempre a fuoco basso. A questo punto mettete un pizzico di sale grosso e controllate che le verdure si siano morbide. Sì? Lo sono? Bene, allora è il momento dei tre tocchi finali. Prendete 5 o 6 pomodoriniminestra Pachino e buttateli nella pentola. Appena li vedrete sfaldarsi e aprirsi spegnete il fuoco. Aggiungete peperoncino fresco a striscioline (la quantità dipende dal vostro grado di sopportazione del piccante) e tanto, tanto, ma tantissimo basilico. Coprite con un coperchio e lasciate riposare il tutto per 5 o 6 minuti.

Nel frattempo tagliate qualche fetta di pane casereccio e fatela tostare in forno con un filo di olio extravergine di oliva.

Prendete una ciotola, mettete il pane alla base e aggiungete il “mangiarino”.

Il profumo vi inebrierà! E il piatto è delizioso. Fidatevi!

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