Diamante, un viaggio e sua maestà il peperoncino!

Siete mai stati a Diamante? Siamo in Calabria, decisamente a Sud, in quello che è chiamato “il paese dei murales e del peperoncino”. Io ci ho dormito (e cenato!!!) una sera, durante una delle soste che mi portavano verso la Sicilia. Cosa ricordo? Ah, il blu del mare e del cielo in una sorta di confusione reciproca e un menu, in un ristorantino dal quale riuscivo a sentire il rumore delle onde, tutto a base di peperoncino.

peperoncinoAspettate…se faccio uno sforzo (neanche tanto, perché certe cose non si dimenticano), riesco ancora a ricordare delle alici al peperoncino di una bontà divina, le “pitticelle di rosamarina”. Alt, qui serve la traduzione. Dunque la rosamarina è chiamata anche il caviale dei poveri ed è una salsa a base di bianchetti piccolissimi, peperoncino rosso piccantissimo macinato e semi di finocchio selvatico, tipica della costa attorno a Diamante (la costa dei cedri). Le pitticelle, invece, sono delle frittelle. C’erano poi anche le olive ammaccate (schiacciate, cioè, alla calabrese) e, per finire, un’indimenticabile granita di cedro.

Devo tornare alla realtà? Sì, ok, avete ragione, eccomi.

Dunque, si è capito. Il peperoncino mi piace, e molto!

E non solo da mangiare! Mi piace guardare il peperoncino quando è fresco, così bello, così rosso e lucido. Mi piace tenerlo nel barattolo trasparente della cucina quando è in polvere e mi piace ammirarlo quando è spolverato sulla mia pizza della domenica sera. E non solo. Bisognerebbe abituarsi a usarlo un po’ di più in cucina perché il peperoncino fa anche un gran bene. Intanto uno studio fatto dagli americani (pubblicato su Physiology and Behavior) dice che riduce anche il senso di fame (ottimo per me sempre in lotta con l’ago della bilancia). Poi ha azioni antiossidanti e antidolorifiche, aiuta l’intestino, è tonificante ed energetico ed è un ottimo antinfiammatorio. Una manna dal cielo insomma, arrivato in Europa solo dopo la scoperta dell’America, ma usato in Messico, ad esempio, già 9 mila anni fa.

peperoncinoMa sapete che in Italia esiste addirittura un’Accademia del peperocino? È nata proprio a Diamante, nel 1994, per diffondere la cultura del piccante. E non solo. Gli appassionati possono visitare anche il Museo del peperoncino che si trova a Maierà, in provincia di Cosenza.

Le varietà sono tantissime e certo, quello comprato in Calabria non è paragonabile a quello che coltivo io nel mio vaso. Adesso che ci penso, tra l’altro, manca poco alla semina. Di solito lo faccio a marzo, quando le giornate cominciano a essere belle. I semi vanno interrati a due o tre centimetri, bagnati molto e il vaso va riposto al riparo dalla pioggia. Piano piano vedrete crescere le piantine che daranno i primi frutti con l’arrivo del caldo. La mia esigua produzione mi permette di avere peperoncino fresco fino a ottobre inoltrato!

Una goduria!

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