Polenta e Bruscitt: la ricetta della tradizione lombarda

Quando i semi di finocchio iniziano a rilasciare il loro aroma nella pentola, sai che stai preparando qualcosa di speciale. I bruscitt hanno questo potere: riempiono la cucina di un profumo inconfondibile, dolce e avvolgente, che anticipa un piatto rustico e generoso. Serviti con la polenta, sono la risposta lombarda alle giornate più fredde.

Questa ricetta arriva direttamente da Busto Arsizio, in provincia di Varese, dove i bruscitt non sono semplicemente un piatto, ma un’istituzione. E chi meglio di uno chef bustocco doc poteva guidarci nella preparazione? Abbiamo chiesto a Stefano De Gregorio, alias Chef Deg, patron del Deg Ristorante proprio a Busto Arsizio, di svelarci tutti i segreti per preparare polenta e bruscitt a regola d’arte.

polenta con bruscitt ricetta originale

Bruscitt: cosa sono e perché hanno un Magistero tutto loro

Il nome bruscitt deriva dal dialetto bustocco e significa letteralmente “briciole“. Un riferimento poetico alle origini umili di questa preparazione, nata per recuperare i pezzetti di carne rimasti attaccati alle ossa. Quella che era una ricetta di necessità si è trasformata, nel tempo, in un piatto amato e celebrato, con un sapore così caratteristico da meritarsi addirittura una confraternita dedicata.

A Busto Arsizio, infatti, dal 1975 esiste il Magistero dei Bruscitti, un’istituzione che custodisce e tramanda la ricetta originale, depositata persino dal notaio presso la Camera di Commercio di Varese. Secondo le indicazioni ufficiali del Magistero, la preparazione segue regole ferree: quattro tagli di carne (polpa reale, tampetto, fustello, cappello del prete) tagliati a pezzi grossi come una mandorla. La ricetta ufficiale prevede che i quattro tagli abbiano le giuste venature di grasso.

Il tampetto corrisponde al diaframma, mentre il fustello è noto anche come fusello: insieme alla polpa reale e al cappello del prete, compongono il quartetto perfetto secondo la tradizione più rigorosa. La carne deve essere rigorosamente tagliata a coltello, mai tritata, profumata con l’erbabona (i semi di finocchio) e sfumata con un bicchiere di vino rosso Barbera.

Cappello del prete e polpa di vitello: la scelta di Chef Deg

Per la sua versione dei bruscitt, Chef Deg ha optato per una combinazione che unisce tradizione e leggerezza: cappello del prete e polpa di spalla di vitello. Il cappello del prete, presente anche nella ricetta ufficiale del Magistero, è un taglio che con la cottura lunga esprime il meglio di sé. Il suo sapore pieno e deciso si ammorbidisce progressivamente, regalando una carne tenera che assorbe tutti gli aromi del fondo di cottura.

La polpa di spalla è una scelta che bilancia il piatto con la sua naturale delicatezza. Più magra e tenera rispetto ai tagli tradizionali di manzo, questa carne contribuisce a rendere il risultato finale più morbido e raffinato. Il vitello, grazie alla sua capacità di assorbire i sapori durante la lunga cottura, si integra magnificamente nella preparazione, donando ai bruscitt quella consistenza vellutata che li rende irresistibili sulla polenta.

Ecco i dettagli – con ingredienti, dosi e procedimento – della ricetta dei bruscitt con la polenta.

polenta con bruscitt ricetta originale

Polenta con bruscitt | Ricetta della tradizione

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Preparazione 20 minuti
Cottura 3 ore 30 minuti
Tempo totale 3 ore 50 minuti
Porzioni 4 persone

Ingredienti
  

  • 500 g cappello del prete
  • 500 g polpa di spalla di vitello
  • 100 g burro
  • 1 spicchio d’aglio
  • 50 g lardo
  • 1 bicchiere vino rosso Barbera
  • 375 g Polenta gialla
  • 1,5 lt acqua
  • qb sale e pepe
  • 5 g semi di finocchio
  • qb olio

Istruzioni
 

Preparare la carne

  • Pulire leggermente il grasso, ma non tutto.
  • Tagliare la carne a fette, poi a striscioline, infine a cubetti.
  • Tagliare a listarelle il lardo.

Cottura

  • In una casseruola mettiamo il burro, in maniera abbondante e aggiungiamo anche il lardo. La fiamma non deve essere vivace se no si brucia la parte grassa.
  • Una volta che si è sciolta delicatamente, inserire la carne.
  • Alziamo leggermente il fuoco.
  • Regolare di sale e pepe.
  • Mentre la carne rosola, inserire il finocchietto dentro a una garza insieme all’aglio schiacciato e aggiungere in pentola.
  • Aggiungere il vino rosso e cuocere 2 ore e mezza / 3 con il coperchio, a fiamma bassa.

Preparare la polenta

  • Portare a bollore l’acqua in una pentola.
  • Aggiungere il sale e un filo d’olio, quindi la farina poco alla volta.
  • Girare continuamente con una frusta, in modo che non si creino grumi, fino ad addensarla (circa 2 ore).

Impiattare

  • Servire i bruscitti sopra a un letto di polenta.

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Cottura lenta e Erbabona: i segreti del sapore autentico

Se c’è un elemento che distingue i bruscitt da qualsiasi altro spezzatino, quello è sicuramente l’erbabona, ovvero i semi di finocchio. Questo ingrediente conferisce al piatto quel profumo inconfondibile, leggermente dolce e aromatico, che si sprigiona già durante la cottura e che rende i bruscitt immediatamente riconoscibili.

La cottura lenta, dalle due ore e mezza alle tre ore, è l’altro segreto imprescindibile. La carne deve sobbollire dolcemente, quasi dimenticata sul fuoco basso, finché non diventa così tenera da sfaldarsi. La sfumata con il vino rosso, preferibilmente un Barbera corposo, aggiunge profondità e complessità al sapore: il vino deve evaporare lentamente, lasciando dietro di sé solo le note fruttate e quella leggera acidità che bilancia la ricchezza del burro e del lardo.

Chef Deg prepara polenta con bruscitt

Un piatto che racconta la Lombardia

Preparare polenta e bruscitt significa portare in tavola un pezzo di storia lombarda, un piatto che parla di inverni rigidi, di cucine calde e di famiglie riunite attorno al tavolo. La combinazione di carne cotta lentamente e polenta fumante è uno di quegli abbinamenti perfetti che non hanno bisogno di fronzoli per conquistare.

Se ami le ricette della tradizione italiana e vuoi scoprire altri modi per valorizzare la carne di vitello con cotture lunghe e saporite, questa è sicuramente una preparazione da provare almeno una volta nella vita. E chissà, magari diventerà anche per te un classico da riproporre ogni inverno.

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