Puttanesca di vitello per un amico napoletano

Domani avrò a cena un amico difficile. Insomma, si tratta di uno di quegli ospiti con cui non si può improvvisare una cena. Le ragioni sono diverse. Primo: è napoletano e ama i gusti decisi. Secondo: non mangia carboidrati (sbaglia, glie l’ho detto mille volte, vanno inclusi nella dieta in quantità moderata, ma lui non vuole sentire ragioni) e sceglie solo carni bianche. Ecco. Quindi? Escludendo un bel primo piatto (caspita, avevo già in mente di preparare dei bei raviolini del plin mettendoci pochissimo tempo e con un gran risultato e invece nulla!), cosa mi resta?

Dovrò puntare su un secondo…di carattere napoletano (per farlo davvero contento). Ma cosa?

Non ho idee. L’unica buona pensata che riesco a fare è chiedere un consiglio a ChefDeg che è appena stato a Napoli a fare un po’ di ripasso di gusti partenopei. Gli espongo il problema come fossi dal medico. Lui pensa tre minuti, analizza la situazione, capisce che non ho voglia di troppi sbattimenti, ma anche che non posso non accontentare l’ospite. E così arriva il verdetto: puttanesca di vitello.

Cosa? Resto un po’ perplessa. Ho fatto una sola volta nella vita la pasta alla puttanesca anni e anni fa. ChefDeg, ma sei sicuro? Intanto la puttanesca mi sembra un po’ anni Ottanta, poi con la carne…ChefDeg sorride. E poi mi dice: «Ti fidi?». Come posso rispondergli no? E mi sono fidata…

Oggi si cucina…la puttanesca di vitello!

puttanesca di vitello

Oggi farò la spesa per preparare dunque questa puttanesca di vitello. E mi serviranno: 320 g di magatello di vitello, 4 filetti di alici sott’olio, 1 vasetto di pomodori datterini gialli, 1 cucchiaio di capperi di Pantelleria, 1 cucchiaio di olive taggiasche, dell’origano fresco, un buon olio extravergine di oliva e qualche fiore edulo per decorare.

ChefDeg mi ha consigliato di cominciare a preparare questa ricetta partendo dalla tostatura dei capperi, in forno a 140 °C per 20 minuti. Bisogna poi frullare i pomodori datterini con un mixer e passarli al colino. Una volta fatta questa operazione, bisogna versare il frullato di pomodori in una casseruola con un filo di olio extravergine e farlo riscaldare.

In un’altra padella antiaderente, dobbiamo mettere un filo di olio extravergine di oliva e far rosolare il vitello da tutti i lati cercando di non esagerare perché la carne, all’interno, deve essere restare rosata. Adesso bisogna tritare le olive, asciugare con un foglio di carta assorbente le alici e tagliarle a pezzi.

Abbiamo finito! Prendiamo un bel piatto, facciamo una base con la crema di pomodori datterini, adagiamo sopra il vitello (l’ideale sarebbe riuscire a dargli la forma di una rosa come mi ha insegnato ChefDeg), adagiando sopra a ogni fetta i filetti di alici e aggiungendo il battuto di olive e capperi tostati. Un filo di olio extravergine di oliva, qualche fiore edulo, una spolverata di origano fresco e il gioco è fatto.

PS Poi vi farò sapere se l’ospite napoletano ha gradito…

 

 

 

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