Quelli che… cibo e smartphone: 5 simpatici esempi di food lovers che ci circondano

Dobbiamo ammetterlo, è un dato di fatto, l’avvento dei social network ha cambiato molto il nostro rapporto con il cibo. Nuove tendenze, consigli, informazioni utili: tutto passa attraverso lo schermo del smartphone. Da Facebook a Instagram, da Twitter a Pinterest, senza dimenticare TripAdvisor: i social stanno influenzando il modo di vivere il momento della tavola, che sia a casa o al ristorante.

Ecco quindi che siamo un po’ tutti circondati da simpatici food lovers che con le loro manie a volte ci sorprendono, mentre altre volte – possiamo dircelo sinceramente – ci annoiano pure un po’. Qui ne abbiamo individuate cinque tipologie. Che nessuno si senta offeso però, perché – chi più, chi meno – ci caschiamo tutti. Compreso il sottoscritto.

foto cibo

1. Quelli che… la foto prima di tutto

Raccontare a voce è roba da Omero, al giorno d’oggi le cose sono realmente avvenute solo se sono state postate sui social. Quindi loro devono assolutamente raccontare l’esperienza ad amici, parenti e follower geolocalizzandosi e documentando con tutta una serie di foto. Che sia per taggarsi e condividere su facebook e Instagram o semplicemente per inviarla via Whatsapp/Messenger, la foto a ogni singola portata è un dovere. Anzi, un obbligo morale. E attenzione, perché se tu ti trovi in una miglior condizione di luce non sei autorizzato ad assaggiare il piatto finché non lo ha fotografato come si deve.

Essendo sempre connessi con l’universo mondo sono wifi ansiosi e appena arrivati al ristorante attirano l’attenzione del cameriere. Per chiedere del bagno o ordinare subito qualcosa da bere? No calma, prima la password del wifi. La combo peggiore? Una graziosa saletta interrata in cui oltre a non esserci internet non prende nemmeno il 3G. Potrebbero andare in iperventilazione, perché l’esperienza che stanno per vivere va comunicata live, dopo non ha più lo stesso effetto. In alcuni casi, per permettergli la sopravvivenza, è necessario fargli da hotspot e mettere a disposizione la propria connessione dati.

guida michelin

2. I cultori delle guide

Solitamente conoscono a memoria la Guida Michelin e la classifica dei World’s 50 Best Restaurants, senza tralasciare i Cappelli dell’Espresso e le Forchette del Gambero Rosso. Le classifiche sono il loro pane quotidiano.
Smartphone alla mano, sono sempre pronti a controllare chi ha perso o guadagnato una stella, nemmeno oscillassero come l’indice Nasdaq. Di norma tengono conto del numero di ristoranti stellati in cui hanno mangiato e parlano degli chef chiamandoli per nome. Spesso la loro mania per le classifiche li porta a elaborarne di personali, come i 5 migliori risotti che hanno mai mangiato.
Non è raro dicano anche frasi tipo “da quando va in tv, la cucina di Carlo non è più la stessa…

healthy food

3. Quelli che… fa bene, fa male

Con loro niente suspance, non hai speranza di sopravvivenza, mettiti l’anima in pace: in pochi istanti capisci che tutto ciò che mangi tu fa male, tutto ciò che mangiano loro fa bene. A quel punto se riesci a non cadere in depressione pensando di aver sbagliato tutto nella vita o di essere il cattivo della situazione, stile Darth Vader, puoi goderti il loro sfoggio di conoscenze. Imparerai tutto sui super food e le loro qualità portentose (quanti anti-ossidanti esistono??) e scoprirai decine di ingredienti esotici da cui puoi trarre una regola certa: più il nome è strano e impronunciabile e più ti farà bene. E non preoccuparti se pochi grammi di questa preziosa spezia rigenerante costano un patrimonio: “sai, la qualità si paga”.

tripadvisor

4. I gastro-critici di TripAdvisor

Non importa quale sia il loro background culturale e che tipo di tavole siano abituati a frequentare: loro su TripAdvisor hanno il distintivo da recensore esperto, tu?
Normalmente questi novelli gastro-critici sono delle spugne: hanno assorbito tutto il linguaggio tecnico possibile dalla televisione. Le puntate di Masterchef ed Hell’s Kitchen li hanno abituati a voler sempre il massimo, dalla cucina alla sala; Cucine da Incubo gli ha insegnato invece quali sono le fregature che si nascondono nel mondo della ristorazione. Insomma, anche dal McDonald’s sotto casa riescono a tirar fuori una recensione degna del migliore ispettore Michelin.

food blogger

5. I follower fedeli

In centro ha aperto un nuovo ristorante? C’è un nuovo grazioso caffè letterario? Ecco, il caro vecchio passaparola di una volta ora si svolge sui blog e sulle pagine facebook e Instagram degli influencer. I follower fedeli hanno eletto i feed di alcuni blog come veri e propri riferimenti per loro e di conseguenza un locale merita di essere provato se è stato prima testato ed elogiato.
Ma va detto che c’è un caso in cui anche i follower fedeli possono tradire i loro blogger di fiducia e agire d’impulso: se sono in tanti ormai quelli che si taggano in quel cocktail bar figo e postano foto accattivanti è arrivato comunque il momento di andare e inserirsi nel flusso con i propri post. Cosa fai, tutti fanno le stories lì e tu no? Rinunci così, a cuor leggero, a un sacco di like?

Va bene, ci siamo divertiti e abbiamo scherzato un po’. Ora però tocca voi, scatenatevi nei commenti. I vostri amici come sono? E voi in che categoria vi vedete di più?

Simone Pazzano
Curioso prima di tutto, poi giornalista e blogger. E questa curiosità della vita non poteva che portarmi ad amare i viaggi e il cibo in ogni sua forma. Fotocamera e taccuino alla mano, amo imbattermi in storie nuove da raccontare.

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