I ravioli del Plin

ravioli del plin

Ravioli del plin, ovvero: orgoglio piemontese. Plin, come pizzicotto, quello che si dà alla pasta per chiudere questi piccoli e soffici raviolini. Sarebbero un tipico piatto natalizio, ma noi siamo andati dallo chef Nicola Batavia fuori stagione e ce li siamo mangiati conditi con crema di zucca, castagne bollite e barolo chinato caramellato, una meravigliosa salsa agrodolce che si combina perfettamente con il sapore delicato di zucca e castagne e quello deciso della pasta fresca ripiena di carne.

Vuoi preparare tu stesso l’arrosto per il ripieno dei ravioli? Ecco come fare con la pentola a pressione, e dimezzi i tempi!

Ravioli del plin, i classici agnolotti piemontesi

Si chiamano agnolotti, ma nella zona delle Langhe e del Monferrato si chiamano ravioli del plin. Quelli che abbiamo assaggiato al Birichin, il ristorante di Batavia che si trova a Torino, erano ripieni di fesa di vitello, coniglio e maiale. Tre arrosti che, tritati e mescolati insieme, fanno un ripieno saporito e tenero, perfetto per la crema di zucca con castagne e barolo chinato.

Gli agnolotti al tovagliolo

Se ci sentissero i nostri antenati, morirebbero d’invidia. Loro, gli agnolotti del plin se li mangiavano al tovagliolo. Ovvero, cuocevano in acqua bollente salata gli agnolotti, li riponevano su un tovagliolo ben pulito e asciutto perché non perdessero la loro morbidezza e se li mangiavano così, senza alcun condimento. Era comunque una leccornìa.

Stai pensando a un viaggetto? Ecco tutti i consigli su cosa e dove mangiare a Torino.

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I ravioli del Plin
Ravioli del plin, ovvero: orgoglio piemontese. Plin, come pizzicotto, quello che si dà alla pasta per chiudere questi piccoli e soffici raviolini.
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Tempo di preparazione 45 minuti
Porzioni
persone
Ingredienti
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Istruzioni
  1. Come prima cosa, bisogna preparare le castagne. Per farlo, bisogna prenderle, inciderle una a una con un taglio orizzontale e metterle a bollire in una pentola con abbondante acqua salata e due foglie di alloro.
  2. La cottura durerà circa mezz'ora. Poi vanno scolate e sbucciate.
  3. A questo punto, si può preparare la glassa di barolo chinato. Se non avete un barolo, vanno bene anche un vino piemontese o uno toscano, comunque un vino corposo e strutturato. In una padellina, versare i 100 g di acqua e mescolarvi dentro il vino e i 300 g di zucchero. Cuocere a fuoco lento fino a che non si formerà una glassa.
  4. Per la crema di zucca, tagliare la zucca (meglio se mantovana) a tocchetti, scaldare una padella con un poco di olio e mettervi a cuocere la zucca.
  5. Aggiungere un poco di brodo o acqua se necessario, senza esagerare.
  6. A fine cottura, salare e pepare a piacimento. Assaggiate sempre!
  7. Una volta cotta la zucca, versarla tutta nel bicchiere di un mixer e frullare aggiungendo, se necessario altro brodo e olio. Quando si sarà ottenuta una crema omogenea, aggiustare di sale e pepe. Se si desidera una crema priva di grumi, passare il composto al setaccio aiutandosi con un cucchiaio per far passare bene tutto il liquido dalle maglie.
  8. Non buttare via gli scarti! Usali per il ripieno di una torta rustica.
  9. A questo punto, mettere dell'acqua salata a bollire in una pentola dai bordi alti e munirsi di schiumarola.
  10. Quando l'acqua bollirà, mettere a cuocere i ravioli, che impiegheranno giusto 2 o 3 minuti per cuocersi.
  11. Per impiattare, versare la crema di zucca, aggiungere le castagne, puntinare la crema con la glassa al barolo e aggiungere infine gli agnolotti.
  12. Tocco finale: una spolverata di parmigiano grattugiato che renderà il tutto ancora più morbido e saporito.
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Alice
Web Editor. Scopro l'Italia un ingrediente alla volta. Seguo gli chef in cucina e mi faccio raccontare tutti i loro segreti!

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