Prepararlo è quasi un esercizio di pazienza, ma il risultato ripaga tutto: il vitello freddo pressato è uno di quei piatti molto di moda nei buffet degli anni’60 e ’70. E la prova che con il giusto taglio di carne e un po’ di fisica elementare si può trasformare uno stufato in un’opera d’arte geometrica.
Succoso, leggero e incredibilmente scenografico, si parte da un brasato, si lavora sulla struttura sfruttando il potere collante naturale della carne e si arriva a una terrina compatta, pronta da affettare e degna di una gastronomia di lusso parigina.
Un piatto che funziona benissimo quando hai ospiti, perché si prepara prima, si conserva in frigorifero e si serve senza stress, già porzionato e con il suo fondo caldo a completare.
Come nasce il vitello pressato
L’idea del vitello freddo pressato, e in generale delle terrine di carne, è semplice ed efficace: sfruttare il collagene naturale della carne di vitello per legare le fibre senza bisogno di gelatine o addensanti.
Durante la lunga cottura del brasato, il collagene si scioglie e diventa una sorta di collante naturale. Quando la carne viene sfilacciata e poi pressata a freddo, questo stesso collagene, raffreddandosi, compatta tutto in un blocco uniforme.
Il risultato è una terrina compatta e morbida, che mantiene succosità e sapore, con una consistenza perfetta al taglio.
La scelta del giusto taglio di carne
Per questa preparazione è fondamentale scegliere il giusto taglio di carne, che deve garantire presenza di tessuto connettivo, una buona quantità di collagene e una struttura che regga la lunga cottura.
I più indicati sono il reale di vitello, il cappello del prete e la spalla. Sono tagli che, se cucinati velocemente, risultano duri ma con una cottura lenta diventano tenerissimi e, soprattutto, perfetti per essere pressati. Se scegli un taglio troppo magro, la terrina non si legherà bene.
La tecnica della pressatura
Perché prendersi il disturbo di cuocere la carne, sfilacciarla e poi metterla in una terrina con dei pesi sopra?
Non è un vezzo estetico per far apparire il piatto più moderno. La pressatura serve a eliminare le bolle d’aria e a compattare le fibre sfilacciate mentre la gelatina naturale tira. Senza questo passaggio, il calore residuo non riuscirebbe a creare quel mosaico compatto che rende il piatto facile da servire a temperatura ambiente. È la stessa logica delle terrine classiche della cucina francese, dove la densità è sinonimo di intensità di sapore.
Puoi scegliere tu se mettere in tavola il vitello freddo come antipasto oppure abbondare con le dosi e servirlo come secondo piatto, magari accompagnato da un contorno di verdure o da una fresca insalata.
Vitello pressato a freddo
Ingredienti
- 800 g arrosto di vitello (un taglio ricco di collagene)
- 1 cipolla grande
- 1 carota
- 1 costa di sedano
- 1 spicchio di aglio
- 1 rametto di rosmarino o timo
- 2 cucchiai olio extravergine d'oliva
- 150 ml vino rosso
- 2 mestoli brodo
- sale
- pepe
Per la pressatura
- carta forno o pellicola
- peso (un libro pesante, ghisa, ecc)
- contenitore rettangolare
Per servire
- Salsa del brasato
- verdure di stagione o erbe fresche
Istruzioni
- Taglia cipolla, carota e sedano a pezzi grossi e falli rosolare in una casseruola pesante.
- Aggiungi la carne di vitello e falla colorire su tutti i lati.
- Sfuma con il vino rosso, poi unisci il brodo e regola di sale e pepe.
- Copri parzialmente e cuoci a fuoco basso per circa 2 ore e mezza, finché la carne è molto morbida.
- Togli la carne dal fondo di cottura e lasciala intiepidire.
- Sfilacciala con due forchette o con le mani.
- Elimina le erbe aromatiche e frulla il fondo di cottura fino a ottenere una salsa liscia.
Per la pressatura
- Rivesti uno stampo da plumcake con carta forno.
- Versa la carne sfilacciata e livellala bene.
- Pressa con le mani o con una spatola.
- Copri con altra carta forno e appoggia un peso sopra.
- Metti in frigorifero per almeno 4–6 ore (meglio tutta la notte).
- Togli il blocco dallo stampo e taglia fette da 1–1,5 cm.
- Disponi nel piatto e completa con la salsa del brasato calda.
- Aggiungi erbe fresche o verdure a piacere.