Chiodi di garofano: caratteristiche, proprietà e ricette

Tra le spezie più amate e utilizzate nelle nostre cucine ci sono i chiodi di garofano. Grazie alla loro fragranza inconfondibile sono ideali per aromatizzare sia piatti dolci che pietanze salate. Scopriamo insieme tutte le caratteristiche del chiodo di garofano, le sue proprietà e come utilizzarlo in cucina in gustose ricette. 


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La pianta del chiodo di garofano

I chiodi di garofano che utilizziamo comunemente in cucina sono i boccioli fiorali di una pianta (Syzygium aromaticum) appartenente alla famiglia delle Myrtaceae e originaria dell’Indonesia, poi introdotta dall’uomo anche nelle Antille ed in Madagascar. Una volta raccolti, i chiodi di garofano vengono essiccati ed utilizzati, interi o in polvere, come spezia. Il loro nome deriva dalla loro forma, che ricorda quella di un chiodo e assomiglia vagamente al fiore della pianta del garofano.

Il chiodo di garofano era conosciuto e utilizzato in Oriente già 2200 anni fa, come ingrediente di profumi e unguenti. Arriva in Occidente tramite le vie carovaniere e sono state ritrovate tracce in Siria di questa spezia risalenti al XVIII secolo a.C. Gli antichi romani lo utilizzavano come medicinale, per le sue proprietà antisettiche, per calmare il dolore ai denti. Con il tempo divenne una spezie rara ma conosciuta in Europa, importata direttamente dagli europei a partire dal 1500, fino a diventare di comune appannaggio.

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Chiodi di garofano: benefici

Le proprietà dei chiodi di garofano sono numerose, tra cui spiccano quelle analgesiche, antinfiammatorie e antisettiche. Queste sono dovute soprattutto ai flavonoidi, tannini e polifenoli contenuti in questa spezia. In particolare è l’eugenolo, un propenilfenolo, ad essere responsabile del potere analgesico di questa spezia e anche del suo caratteristico aroma. 

La loro azione è particolarmente benefica per migliorare la digestione ed espellere i gas intestinali, contrastare i processi di invecchiamento cellulare dovuti ai radicali liberi e contro tosse, raffreddore e mal di gola. 

Dai boccioli dei fiori, ma anche dalle foglie e dagli steli, si estrae un prezioso olio essenziale, utilizzato, oltre che in profumeria, anche per trattare infiammazioni e dolori dei denti.

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Chiodi di garofano, ricette

I chiodi di garofano sono una spezia molto versatile in cucina. Possono essere aggiunti alle preparazioni sia in polvere che interi. Hanno un profumo forte, dolce e fiorito, con una punta di pepato e di “caldo”, perfetto per aromatizzare sia preparazioni dolci che preparazioni salate.

Tra le ricette più note con i chiodi di garofano ci sono molte preparazioni invernali e natalizie, come pandolci e panpepati, biscotti, liquori e vini aromatizzati. Tra questi ultimi il più noto è il vin brulé, tipico del Nord Italia. 

Nelle ricette salate, i chiodi di garofano sono spesso utilizzati per marinare la carne e per aromatizzare arrosti, brodi e fondo bruno.

Ci sono poi alcune ricette con chiodi di garofano dove questa spezia ha un ruolo di rilievo. Ad esempio, la trippa di vitello alla romana, detto anche trippa alla trasteverina, un piatto tipico laziale, a base di trippa di vitello, sugo d’umido ai chiodi di garofano, pecorino romano e foglioline di menta romana. 

Il chiodo di garofano è poi uno degli ingredienti frequentemente utilizzate nei masala, le miscele di spezie come il curry, il berberè, il garam masala e il tandoori, e lo ritroviamo quindi molto spesso in piatti africani, come lo zighinì eritreo e le polpettine speziate con ras el hanout, o piatti di origine indiana, come l’ossobuco di vitello con tandoori, lo spezzatino al curry e il fegato di vitello all’indiana. Senza andare troppo lontano, troviamo i chiodi di garofano anche in miscele di spezie d’oltralpe e in piatti tipici montani del confine francese, come la carbonade francese e la carbonada valdostana.

I chiodi di garofano accompagnano molto bene formaggi stagionati e verdure dolci, come cipolle, cipolline e carote, che spesso vengono trasformate in conserve con l’accompagnamento di un paio di chiodi di garofano. Sono frequentemente usati per aromatizzare il tè e infusi.

Giulia Milani
Più brava a mangiare che a cucinare, amo raccontare la gastronomia attraverso le storie e le tradizioni. Viaggiare coniugando le bellezze del territorio con quelle della tavola è per me il modo migliore per conoscere una cultura.
https://ilvasodipandoro.com

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